Fede e scienza fanno a cazzotti?
Ehi coso!
Ciao!
Senti un po’, ti è mai capitato di sentire frasi di questo tipo? "Gli scienziati sono atei! Non si può più credere nelle religioni. Servivano a spiegare cose incomprensibili che oggi conosciamo perfettamente. Solo gli ignoranti credono ancora in Dio!"
Sì, lo dice sempre un mio compagno di liceo. Lui crede solo nella scienza. La cosa mi fa un po’ paura sinceramente!
Come va nelle materie scientifiche?
Ha 5 in scienze. 4 in fisica e matematica.
Qualcosa vorrà pur dire. E hai mai sentito dire "Moltissimi scienziati sono credenti! Il positivismo scientifico è morto e sepolto perché ormai la scienza ha dimostrato l’esistenza di Dio. Solo gli ignoranti si professano ancora atei!"
Sì, lo dice sempre la mia vecchia catechista. Mi mette un casino a disagio.
Perché?
Perché pensa che la Terra abbia tremila anni e che i dinosauri siano un’invenzione dei poteri forti. La cosa mi fa un po’ paura sinceramente!
Non hai idea di quanto faccia paura a me!
Il rapporto tra scienza e fede?
No, la tua catechista.
Sai… era una cara signora... in fondo.
Senti torniamo alle cose sensate! Il tuo compagno di liceo e la tua catechista sono le versioni sceme di posizioni abbastanza comuni. Ti va se affrontiamo la cosa insieme? Magari provando a non dire scemenze di taglia colossale?
Volentieri, tanto peggio di così...
Grazie per la fiducia. Analizziamo la situazione!
Proviamo a partire dall’inizio!
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre
Alla faccia dell’inizio! Sono le prime parole della Bibbia! Mi piace sempre questo pezzo!
Esatto. Hai mai notato che quando si parla di scienza e fede, grosso modo, ci si riferisce solo a questi versetti? Nei casi più raffinati al primo capitolo di Genesi. Non di più!
Be’ per forza! Qui si parla di come ha avuto origine tutto.
Adesso attacco un pistolotto enorme, tieniti forte! Se non ti va di seguirmi lo capisco. Però mi sembra importante provare a inquadrare un po’ meglio la questione. Anche perché l’esistenza di Dio a me non sembra un problema secondario nella vita.
Per forza! Perché pensi che abbia paura? Io me ne sto tutto bello tranquillo a pregare e il mio compagno di classe mi mette sempre la pulce nell’orecchio. Vai, vai che sta cosa bisogna che la schianti prima o poi.
Proviamo. Nei secoli, a partire dalla rivoluzione copernicana, il rapporto fra scienza e fede ha conosciuto alterne fortune in cui spesso è parso che la fede perdesse terreno.
Lo diceva sempre la mia prof di matematica: “Man mano che la scienza avanza Dio retrocede”. Quanto mi stava sulle scatole quando lo diceva.
Perché?
Perché ho paura che potrebbe aver ragione!
Tranquillo amico. Per sconfiggere Dio non è stato sufficiente ammazzarlo! Non lo metteranno fuori gioco dei palloni gonfiati convinti di sapere tutto.
Dai, vai al sodo!
Subito. Il motivo per cui si è arrivati fin qui non è facile da ricostruire. In ogni caso si è affermata un'idea semplicistica di fede e la si è legata strettamente ad una Weltanshauung.
Ti senti bene?
Sisi. È una parola tedesca. Vuol dire “visione del mondo”.
E allora di "visione del mondo" cavolo!
È un termine filosofico. La Weltanshauung indica l’insieme di credenze, valori, percezioni e principi con i quali una persona o una cultura interpreta la realtà.
Stiamo ancora parlando della Bibbia?
Sì. È accaduto, e accade ancora, che la Bibbia venga utilizzata in maniera impropria per trarre da essa alcune considerazioni sulla costituzione della realtà. Il ragionamento è una roba del tipo: Dio è buono→ Dio non mente→ Dio ha parlato nella Bibbia→ ciò che leggo nella Bibbia è totalmente e assolutamente vero.
Mi pare che non faccia una grinza amico!
Certo. Peccato che bisogna mettersi parecchio d’accordo su cosa intendiamo con vero! In più si nota subito che interpretare letteralmente alcuni passi della Bibbia cozza con le conoscenze scientifiche.
Daiiiiiii non fare così, lo diceva pure il mio compagno di classe. Vuoi dirmi che aveva ragione?
Non allarghiamoci troppo. Anche perché la storia dell’interpretazione della Bibbia è più incasinata di quanto si pensi e nasconde parecchie sorprese. Cominciamo a sviscerare qualcosina però. Prendendo a riferimento Gen 1 nell’ordine della creazione vediamo comparire prima gli uccelli piuttosto che gli animali terrestri. Esattamente il contrario di quanto ci insegnano le migliori conoscenze di biologia a nostra disposizione. Vedi? Un letteralismo stretto non può funzionare. Non si possono prendere i brani della Sacra Scrittura e sperare di trovare conferma nelle ricerche scientifiche. Queste ultime, infatti, talvolta ribaltano la lettera biblica.
Cavolo! E adesso che si fa?
Ci sta che la cosa ti crei disagio. A questo punto abbiamo alcune opzioni.
Quella della catechista: il rifiuto totale della scienza.
Quella del tuo compagno: il rifiuto totale della Scrittura.
Non c’è nessuna via di mezzo?
Eh! Hai voglia! Ad esempio potremmo decidere che quando la Bibbia non va d’accordo con la scienza diamo ragione alla scienza. Oppure il contrario. E volendo qualche altra sfumatura.
Come faccio a decidere? E se mi sbaglio?
Belle domande. Ti regalo due mie opinioni.
Hai finito le caramelle?
La prima. Né il tuo compagno di classe né la tua catechista capiscono un piffero.
La prossima volta regalami una caramella e ora dimmi qualcosa che non so già.
La seconda. A me sembra che cercare di decidere che posizione avere su basi completamente astratte sia più o meno impossibile. Non sarebbe molto meglio se la Bibbia stessa ci potesse dare una dritta?
COME SE FOSSE FACILE ALEPH! LA BIBBIA LA CONOSCIAMO DA UN SACCO DI TEMPO! Questo problema va avanti da Galileo e la gente si scanna ancora. Non pensi che se ci fosse una risposta nella Bibbia l’avremmo già trovata? Chi ti credi di essere?
Un tizio che ha letto fino al capitolo 2.
Ah
Già. La Bibbia si apre con Genesi 1. Un racconto della creazione. Terminato questo si ricomincia. Anche Gen 2 è un racconto della creazione, diverso dal primo. Le differenze sono profonde. Se nei Vangeli alcune differenze nei medesimi racconti sono effettivamente sottili, fra questi due capitoli le differenze sono abissali. In Gen 1 l’uomo è l’ultima creatura, in Gen 2 è la prima. In Gen 1 si ha il sapore della creazione dell’intero universo, Gen 2 è molto più localizzata, vengono esplicitati i nomi di fiumi ecc.
Che vuoi dire?
Che chi ha scritto la Bibbia non aveva certo la pretesa di fornire una descrizione dettagliata in scientifichese della creazione. I racconti non possono essere “veri” (nota l’uso delle virgolette) entrambi. Non è possibile che l’uomo sia la prima e anche l’ultima creatura, no?.
In effetti...
È impossibile pensare che i redattori non se ne fossero accorti. Inoltre se avessero voluto avrebbero potuto buttarne via uno. Magari quello che meno si accordava con le conoscenze dell’epoca.
Quindi?
Quindi mi pare che rispettare la Bibbia significa non cadere nel letteralismo. In altre parole chi ha fede ha il permesso di Dio a non prendere tutto alla lettera. Che te ne pare?
Be’. Se Dio mi dà il permesso… in effetti non mi pare malaccio.
Hai visto? Per sconfiggere gli atroci dubbi bastava arrivare a pagina 3. Il che ti dovrebbe suggerire qualcosa sulla serietà delle discussioni che si sentono.
Be’ problema risolto no? La Bibbia non ha pretese scientifiche quindi se anche la scienza non è d’accordo pace. Mi sento proprio meglio adesso.
Problema risolto un corno amico! I problemi veri sono appena cominciati.
Ecchecavolo. Ma allora perché mi hai raccontato tutta sta roba?
Perché non sei mica l’unico che ha pensato che fosse andato tutto a posto.
Ma che stress!
Sembra facile separare i due ambiti vero? Siccome la Bibbia utilizza (almeno nei testi in questione) un linguaggio mitico non ha pretese scientifiche. Quindi lo scienziato non ha nulla da dire al credente e viceversa. Ognuno ha il suo ambito, non ci sono sovrapposizioni e non ci sarà conflitto. Evviva ognuno per i fatti suoi! Di quello che dice l’altro me ne sbatto tanto non mi tange.
Dai non la metterei in questi termini.
Forse esagero ma mica poi tanto. Questa idea di non sovrapponibilità fra fede e scienza venne formulata e resa popolare da un certo Stephen Jay Gould. Un biologo evoluzionista che non era esattamente un uomo religioso. Parlava di magisteri non sovrapponibili.
Be’, non mi pare il caso di avercela con lui per questo.
E chi ce l’ha con lui? Io mi incavolo perché a me questa roba me l’hanno insegnata nei corsi di biblistica. Tutta roba in seno alla Chiesa Cattolica.
Dai su. I professori avranno fatto quanto potevano. D’altronde non sono scienziati.
Su questo hai perfettamente ragione. Non sono scienziati. E mi tolgo un sassolino. Spesso quando un teologo parla di scienza il livello di ignoranza tocca vertici indicibili. La prudenza suggerirebbe di tacere. Ma non è nemmeno questo che mi fa arrabbiare.
E allora perché ti scaldi?
Perché non è la posizione della Chiesa. E sinceramente manco quella della Bibbia.
Ok. Questo potrebbe far incavolare anche me!
L’idea dei magisteri non sovrapponibili può avere le sue qualità. Sicuramente evita il problema del letteralismo. Ma ha anche grossi limiti. E rischi enormi. E’ un’idea pericolosa. Subdola. Dietro la promessa di una pacificazione il conflitto è tutt’altro che risolto. La lettura della Bibbia sfocia in una vaghezza interpretativa mentre la scienza prosegue con i suoi successi teorici e tecnologici. A lungo andare non si può che riconoscere che la scienza è molto più utile della fede. E la fede è anche in qualche modo emarginata ad un ambito privato, un’opinione fra le altre. Tra l’altro un’opinione facilmente tacciabile di superstizione. Sinceramente questo approccio è diabolico quanto il primo se non peggio. Un’altra versione del principio dei magisteri separati è dire che la scienza si occupa di ciò che è vero e la fede di ciò che è giusto. La scienza comprende il come e la fede il perché.
Sì l’ho sentito dire.
Io l’ho visto pure scritto nei libri di religione. Ragazzi che autogol! Con sta roba abbiamo staccato la fede dalla verità. E amico sappi che la verità batte tutto. Se la scienza dice ciò che è vero e la fede ciò che è giusto ma queste due categorie non si parlano manco di striscio una persona intellettualmente onesta butta la fede e tiene la scienza.
E da qua come ne usciamo?
Con lo stesso incredibile trucchetto di prima. Leggiamo la Bibbia.
I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio.
Quante sono le tue opere, Signore! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature.
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Infatti ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità.
Cosa stai cercando di dirmi?
Che la Bibbia non sposa una separazione totale fra fede e scienza. La Bibbia dice che la natura è testimone del suo Creatore. In essa vi è già una Rivelazione. Ovviamente quando sono stati scritti questi versetti non esisteva la scienza come la intendiamo oggi. Mi pare comunque evidente che si parli di un ordine e di un’armonia stupefacente che l’uomo scopre con l’intelletto. Inoltre vediamo che la Bibbia afferma che il mondo è meraviglioso. La sua bellezza celebra la bellezza di Colui che lo ha voluto, la sua armonia testimonia la superiorità della mente che l’ha ordinata. Quindi non è vero che la scienza non ha nulla da dire alla fede. La scienza studia la natura e già da questa Dio ci parla. Scoprire la logica e le regolarità del mondo creato ci indica qualcosa della grandezza del Creatore. Non è una Rivelazione in senso pieno ma non è mica da buttare via.
Sembra interessante. Forse dovresti telefonare al Vaticano e fargli sapere di questi ragionamenti.
Guarda che lo sanno già. Ho solo espresso in termini prolissi, e vagamente pedanti, l’insegnamento del Magistero.
Poffarre! Mi stai dicendo che ci arrabattiamo su una questione che la Chiesa ha già risolto?
Già. Lo chiamiamo Magistero perché "Utilissima e Ignoratissima Fonte di Chiarificazione" era un po’ lungo. Ti sparo un altro cocktail di citazioni
La medesima Santa Madre Chiesa professa ed insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza al lume naturale della ragione umana attraverso le cose create; infatti, le cose invisibili di Lui vengono conosciute dall’intelligenza della creatura umana attraverso le cose che furono fatte.
Dio, il quale crea e conserva tutte le cose per mezzo del Verbo, offre agli uomini nelle cose create una perenne testimonianza di sé
Viene quindi riconosciuto un primo stadio della Rivelazione divina, costituito dal meraviglioso “libro della natura”, leggendo il quale, con gli strumenti propri della ragione umana, si può giungere alla conoscenza del Creatore.
Okokok. Credo di aver capito l’antifona.
Quindi. Nella Bibbia abbiamo due categorie: ordine e bellezza. Da queste Dio si rivela. Partiamo dall’ordine. È abbastanza semplice notarlo anche senza grosse conoscenze matematiche. L’alternarsi del giorno e della notte, il ciclo delle stagioni, il passaggio biologico da seme a frutto sono solo qualche esempio. La scienza indaga approfonditamente questo ordine utilizzando raffinati strumenti matematici e tecnologici. Il risultato è scoprire che l’ordine del mondo è estremamente superiore rispetto a quello che può essere percepito mediante i soli sensi. Se il mondo fosse dominato dal caos totale, costanti fluttuazioni senza senso, sarebbe impossibile identificare delle regolarità. Inoltre la fisica scopre delle equazioni. Delle leggi matematiche che descrivono i fenomeni. In altre parole la natura si comporta obbedendo a delle regole.
E perché ci sono queste leggi?
Eh bravo! Questa sì che è una domanda. A cui se ne attaccano un bel po’ di altre. L’ordine fa sorgere spontaneamente l’idea che ci sia una Mente ordinatrice. In questo mi pare che la scienza fornisca in sé stessa un’immagine del mondo molto più simile a quella biblica che a quella tipica delle culture pagane vicine ad Israele.
Ah boh? Io non ne so mica nulla delle culture dell’epoca.
Con un’enorme semplificazione ti direi che nelle culture vicine ad Israele, dalle quali è tra l’altro influenzato, l’universo nasce come una sorta di incidente cosmico. Ad esempio nella mitologia babilonese è il frutto di un duello fra divinità. La Bibbia però parla di un universo voluto, pensato e progettato. Insomma un colpo ben orchestrato. Proprio come l’universo ci appare sotto la lente delle scienze.
Be’messa giù così non sembra che ci siano particolari problemi.
Fammi spendere però anche una parola sulla bellezza. Tutti ci accorgiamo di quanto il mondo è bello. Che si tratti del profilo di una montagna, dei flutti del mare o dell’incanto delle stelle è tipico di noi umani fermarci ad ammirare il creato. La scienza, con i suoi metodi propri, penetra questa bellezza e sotto l’incanto di ciò che appare ai sensi scopre la meraviglia di una trama articolata e difficilmente intuibile. Questa è l’esperienza tipica dello scienziato. Le leggi che governano l’universo hanno una bellezza propria che si mostra nelle simmetrie matematiche, nella loro deducibilità logica e nel modo con cui queste leggi si compenetrano per dar vita allo splendore del mondo. Basandomi sulla mia esperienza descriverei il mondo come un rutilante ed intricato florilegio barocco.
Amico. Qualunque cosa accada nella tua vita non lavorare come agente pubblicitario. Senti una cosa. Dici che con sto ragionamento abbiamo messo a posto tutta la questione?
Be’ non tutta tutta. Siamo rimasti a un livello generale. Credo però che come bozza vada alla grande. Può fungere da linea guida.
Eeeeeeehhh ma io voglio i dettagli. E il Big Bang? E l’evoluzione? E il caso? Il male? Poi hai parlato anche dei redattori della Bibbia, chi sarebbero?
Piano, piano, piano. Con calma facciamo tutto. Magari non oggi perché mi sta venendo fame. Per ora ci accontentiamo di notare un paio di cose. Innanzitutto che se accettiamo l’immagine di Dio che ci fornisce la Bibbia non ci dobbiamo stupire che esista la scienza. C’è una logica nell’universo infatti la scopriamo. Non si tratta poi di una logica fredda. È meravigliosa, stupefacente. Ha proprio il sapore di qualcosa di più grande di noi. E quindi vale la pena fare scienza da una prospettiva religiosa. C’è pure caso che impariamo a conoscere Dio meglio. Capisci? Per uno scienziato cristiano la fede e la scienza si illuminano a vicenda. Poi ci portiamo a casa anche un po’ di serenità sulla lettura della Bibbia. Leggendo manco tre pagine abbiamo già capito che il letteralismo non è una buona idea. E intanto andiamo a cena tranquilli.
Non del tutto. Lasciamo pure andare il letteralismo ma come la interpretiamo la Bibbia? Tiriamo a indovinare? E poi tu mi hai detto che la scienza è bella, carina e coccolosa ma che faccio ti prendo in parola? Anche perché, sinceramente, se c’è da imparare qualcosa su Dio vale la pena saperne di più.
Hai messo giù un bel po’ di domande intelligenti. Solo che le risposte non sono brevi.
È ora di cena?
Sì, ma se vuoi ne riparliamo.
Ma io come vado a nanna tranquillo?
La tranquillità è sopravvalutata caro mio. E poi ti dico un piccolo segreto.
Sentiamo
Anche se avessi la risposta perfetta non basterebbe a tranquillizzarti.
Perché?
Perché quello che cerchi non è la dimostrazione di un teorema. Non è una visione perfetta. Tu cerchi una relazione vera e vivificante con Dio
E quindi?
Quindi rispondere alle domande che ti assillano è giusto e nobile. Ma non ti daranno automaticamente una fede incrollabile. Quella la puoi ricevere solo dal Signore. Se riflettere su questi argomenti non ti aiuta a crescere nel tuo rapporto con Lui non serve a nulla.
Ma scusa. E allora tutti questi pistolotti a cosa servirebbero?
A capire meglio in cosa, anzi in Chi, credi. Così che conoscendo meglio tu possa amarLo meglio.