Come nasce una Bibbia?
Ehi Aleph!
Dimmi.
Senti l’ultima volta che ci siamo visti hai detto un po’ di robe sulla Bibbia: il letteralismo e quant’altro. Mi sono venute un bel po’ di domande!
Sì, certo che mi ricordo. Magari però non so rispondere a tutto.
Tanto vale provare no? Partiamo da questa cosa qua: hai detto che la Chiesa non accetta il letteralismo come chiave interpretativa della Bibbia giusto?
Giusto!
E hai anche detto che chi ha scritto la Bibbia era cosciente della cosa, leggendo i primi capitoli si capisce subito che l’intenzione non è quella di dare spiegazioni scientifiche.
Esatto!
Ecco! Allora senti, a messa noi diciamo alla fine delle letture “Parola di Dio”. Però adesso non capisco in che senso. Cioé: io un po’ pensavo che Dio avesse dettato a qualcuno che cosa bisognava scrivere. Però da quello che mi dici sembra che sia stato un processo del tutto umano e che Dio non sia intervenuto.
Ok. Quindi più o meno il problema è questo: abbiamo rinunciato al letteralismo ma facendolo non sembra più che l’autore della Bibbia sia Dio. Giusto?
Ecco! Esatto. Hai anche detto che le culture vicine ad Israele hanno influenzato la scrittura della Bibbia e che il secondo capitolo di Genesi è più antico del primo. Quindi la Bibbia è anche stata rimaneggiata! Non mi sembra proprio che si possa dire che è “Parola di Dio”!
Capito! Be’ su questo c’è parecchio da dire. Comunque, certo, la Bibbia ha conosciuto un lungo processo di elaborazione, trasmissione e redazione. E' un affare molto complesso ed intricato. E sì, bisogna rinunciare ad un’idea ingenua di che cosa significhi che Dio è l’autore della Bibbia. Però vedrai che se segui il ragionamento alla fine avremo una visione più chiara e anche più bella.
Dai, dai. Muoviti che sono due settimane che non ci dormo la notte!
Chi è veramente Dio?
Guarda, la prendo un po’ larga. Secondo te Dio è disposto ad imporsi sul libero arbitrio degli uomini?
Assolutamente no! Questa è facile, la sapeva anche la mia catechista! No, Dio ci lascia liberi. Sempre. Infatti possiamo fare anche il male.
Bene. Allora senti: pensi che Dio avrebbe obbligato qualcuno a scrivere esattamente ciò che dettava?
Be’ in effetti no. Però magari avrebbe potuto scriverla Lui e consegnarcela.
Certo. Però pensaci un secondo. Dio arriva e ti dà un libro da leggere. Poi se ne torna a irraggiare gloria dal cielo. Non voglio dire che sia impossibile, voglio chiederti se non ti sembra che ci sia qualcosa che stona.
Non ci ho mai pensato, aspetta. Ok. Be’ forse è un po’ freddina come cosa?
Che cosa intendi?
Non lo so bene però… Gesù non ha fatto così. Non è che di colpo appena arrivato ha detto “Ehi gente, io sono il Grande Capo, adoratemi. Le cose stanno così e cosà, fatevele andare bene”
Esatto. Vedi? In qualche modo riesci a intuire che la fede è qualcosa di più di un manuale di istruzioni. Gesù ha accettato di farsi uomo. Un sacco di tempo che ad un occhio efficentista appare perso. Essere un bimbo che non sa parlare, che ha bisogno di essere preso in braccio. Un ragazzo ed un uomo che lavora, fa compere, si riposa e tutto il resto. Eppure tutto questo è parte della Rivelazione.
Cosa vuoi dirmi?
Voglio dire che Dio si è adattato alla forma ed al linguaggio degli uomini perché noi potessimo accoglierlo. Come quando un genitore si china per guardare negli occhi il suo figlio piccolo. Quel mettersi al livello del bambino è fondamentale per instaurare una relazione sana. L’adulto deve parlare una lingua che il piccolo possa capire. Non serve a niente spiegare ad un bambino l’analisi tensoriale così che possa affrontare la relatività generale. Bisogna fare molti passaggi prima.
Quindi?
Quindi capire come interpretare la scrittura della Bibbia è un problema legato a doppio filo con il capire chi sia veramente Dio. Lui ci ha creato materiali e non ha disgusto di ciò, tutt’altro. Quindi per Rivelarsi all’uomo è necessario parlare un linguaggio che l’uomo possa comprendere.
Ti seguo. Vai avanti!
Per non imporsi con violenza Dio deve mostrarsi attraverso una cultura. Deve comunicarsi attraverso un linguaggio. La Chiesa dice esplicitamente che la Bibbia è “Parola di Dio in parole umane”!
Ok! E con questa espressione si mette anche una barriera all’interpretazione letterale. Se la parola di Dio è in parole umane vorrà dire che non è avulsa dalla storia dell’uomo, delle sue culture e dei suoi avvenimenti.
Ti vedo sul pezzo caro Sgrunz! Proviamo a capire come nasce la Scrittura e prendiamo ad esempio proprio il capitolo 1. Molti studiosi collocano la sua composizione all'epoca dell'esilio babilonese.
E cosa sarebbe?
Tralasciando una marea di dati storici ti dico brevemente che i babilonesi espugnarono Gerusalemme nel 586 a.C. Distrussero il Tempio e portarono via parte della popolazione. Agli ebrei esiliati fu permesso di tornare a casa nel 538.
Ok, perché deportarono la popolazione? E perché l’esilio finì?
Non venne deportata gente a caso. Parliamo soprattutto della parte colta e ricca della popolazione oltre che a buona parte della nobiltà. Era una pratica abbastanza comune nel mondo antico. Togliere l' intellighenzia ai conquistati era un modo efficace per indebolirli politicamente e socialmente. Per quanto riguarda la seconda domanda: nel 539 Babilonia venne conquistata dai persiani ed il re Ciro il grande consentì agli ebrei deportati di fare ritorno.
Capito. Quindi qui venne composto Genesi 1?
Sì, ma non solo. Qui avvenne uno degli snodi fondamentali nella formazione della Bibbia ebraica per come la intendiamo oggi.
Vuoi dire che ancora non esisteva nulla?
No! Alcuni testi erano già stati scritti ma differivano parzialmente da come li conosciamo oggi. In più non erano organizzati sistematicamente. Molti non esistevano se non in forma orale.
Scusami. E mentre questi hanno preso un sacco di botte e sono stati strappati dalle loro case pensano che la cosa da fare sia mettersi a collezionare le loro storie?
Sì. E questo dice molto sulla grandezza della loro fede. Spesso i popoli sconfitti acquisivano le divinità dei conquistatori, non si erano appena dimostrate più forti?
Cioé? Se perdevano una guerra cambiavano religione?
Esatto! Almeno a grandi linee. In generale devi pensare che le culture dell'epoca erano spesso a carattere sincretico. Le divinità dei conquistatori potevano venir integrate nel pantheon in un rimescolamento religioso. Invece gli ebrei difendono la loro cultura accentuando il monoteismo. Possiamo immaginare in qualche angolo di Babilonia un gruppetto che vede la disfatta del popolo. Vede che i propri connazionali si stanno assimilando alla cultura ed agli dei stranieri, che stanno perdendo la fede nel Dio di Israele. E quindi mettono per iscritto ciò che sanno di quel Dio. Scrivono della loro esperienza di fede e di ciò che è stato tramandato dagli avi per secoli.
Hai detto però che ci sono delle differenze rispetto a ciò che c’era prima. Si sono presi delle libertà!
Sì. Ma non è stato qualcosa di selvaggio e casuale. Avevano sia la necessità di trasmettere la fede che avevano ricevuto sia di attualizzarla assicurandosi di non tralasciare nulla di fondamentale. Alcuni testi biblici nascono proprio a Babilonia mentre gli ebrei sono lontani da casa. Lontani da quella terra che Dio aveva indicato, lontani dal Tempio in cui lo adoravano.
Non sembra facile a descriverlo così.
Dev’essere stato tremendo. Vedere un mondo che crolla, i punti di riferimento si sfasciano.
E come hanno fatto a non cedere?
Bella domanda. La Chiesa insegna che Dio ha sempre agito negli autori dei testi sacri. La Bibbia nasce da questa vicinanza fra Dio e gli uomini. Io dico che non hanno ceduto perché Dio era con loro.
Non ti pare un po’ sentimentale? Non è un vero ragionamento.
No, non lo è. Ma c’è una cosa che mi fa credere che laggiù sia accaduto qualcosa di eccezionale.
E cioé
Che, probabilmente, proprio là è stato scritto il primo capitolo. Se non te lo ricordi rileggilo!
Certo che me lo ricordo!
Ecco. Allora pensa a cosa deve essere stato. Mentre tutto è in rovina qualcuno ha avuto la forza di dichiarare senza mezzi termini che tutte le cose sono buone. Il cielo, le stelle, le piante, gli animali e, più di tutto, l’uomo. Questa vita è benedetta. Anche lontano da casa e da tutto ciò che avevano imparato a considerare sacro. Proprio quella vita lì è benedetta. Riesci a intuire che fede ci voglia per fare un’affermazione simile?
Eppure mi suona quasi familiare.
Già. Perché a distanza di secoli ti rendi conto che tu e quell’oscuro ebreo inghiottito dal tempo avete la stessa fede. Che la vita rimanga grande e degna anche in mezzo a qualunque catastrofe è l’insegnamento della Chiesa. Che il male non abbia l’ultima parola, che Dio ci ami sempre e comunque, che la sua consolazione possa raggiungerci ovunque non sono cose che abbiamo inventato l’altro ieri.
Mi pare che ci sia, in filigrana, il tema della crocifissione.
In effetti ha molto senso ritenere che l’Antico ed il Nuovo Testamento siano parti di una stessa opera.
Ok, senti una cosa però: gli autori sacri sono assistiti da Dio. Va bene, ma sempre sempre? Cioé ci sono delle parti che sono divine e altre umane? Lo chiedo perché in effetti una volta una persona molto studiata mi ha spiegato che la Bibbia non è tutta parola di Dio.
Eh sì lo hanno spiegato anche a me!
Ah ok, quindi è così! Capito, perfetto...
NO! Non è così proprio per un piffero! Io me lo sono sentito dire pure da preti ma col cavolo fritto che è così!
Ehm scusa, non volevo farti arrabbire!
No, no. Scusami tu. Non è mica colpa tua. E’ una di quelle cose che mi mandano in bestia. Perché se poi vai a chiedere a queste zucche vuote come si fa a distinguere quando la Bibbia è Parola di Dio e quando non lo è si scopre una cosa molto interessante-
Cosa?
Questi luminari considerano Parola di Dio tutte le parti che piacciono loro e schifano il resto come barbarie sottoprodotto di una cultura di barbari.
Be’ dai… faranno come possono. Se solo esistesse un modo sicuro per chiarire questa controversia.
Oh, sia chiaro non mi arrabbio mai quando chi dice queste cose non è cattolico. Sono i luminari studiatissimi pseudocattolici che mi fanno imbestialire.
Sento che mi stai per dire che per la Chiesa Cattolica la questione è già chiusa.
Esatto. I cervelloni in questione avranno anche ventitre lauree e andranno a messa tutte le domeniche ma non si sono presi la briga di leggere qualcosina prima di parlare.
Sento che sta per arrivare una megacitazione di Magistero. Porgo l’orecchio per essere istruito.
Bravo!
Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo. La santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo; hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte. Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture. Pertanto «ogni Scrittura divinamente ispirata è anche utile per insegnare, per convincere, per correggere, per educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia perfetto, addestrato ad ogni opera buona».
Ah però. Diciamo che chiude parecchie questioni.
Per i cattolici sì. Questo è Magistero del Vaticano II e poggia ampiamente sul Magistero precedente. Questa è la posizione della Chiesa Cattolica.
Mi interessa molto la parte… com’era? Veri autori in possesso delle loro capacità?
Più o meno. Comunque la Chiesa insegna che la Bibbia è stata scritta da persone come le altre. Con la loro cultura e le loro capacità. Con la loro sensibilità. Queste persone hanno trasmesso la loro fede e lo hanno fatto come degli autori. Pensando, ripensando, scegliendo le immagini, le rime, le figure retoriche. Ma sempre assistiti dall’alto in modo che venisse a formarsi un corpo di Scritture che insegnasse la verità su Dio. Lo direi così.
Va bene. Quindi Dio non ha dettato parola per parola quello che bisognava scrivere.
No. Ricordati poi che per i cristiani l’Incarnazione è qualcosa di estremamente reale ed impattante. Dio prende un corpo umano e cammina con gli uomini. Non è esattamente la stessa cosa ma facci caso. Come Dio non ha schifato l’avere un corpo non ha rifiutato che la Sua Parola divina si traducesse nel linguaggio degli uomini. E come tale è stata trascritta. Quando agisce nell'autore sacro Dio non ne cancella l'intelligenza, la memoria, la cultura e lo stile. Opera attraverso tutte queste realtà, attraverso l'umanità di chi è chiamato a mettere per iscritto la Sua Parola. E così facendo le eleva nella storia della salvezza.
Ok, questa è l’ispirazione giusto? È un po’ complicato da pensare. Ci devo riflettere.
Ci sta. Provo a riassumere in parole povere: l’uomo scrive la storia ma il significato del racconto non è solo farina del suo sacco!